1993-2013

la torbiera pian segna

Descrizione

La torbiera è localizzata in posizione di sella e caratterizzata in gran parte da vegetazione di torbiera bassa (Caricion fuscae) e solo localmente da specie di torbiera alta. Le specie dominanti della torbiera sono Tricophorum caespitosum e Molinia coerulea. La zona umida è circondata dal bosco, nelle vicinanze vi sono una chiesetta, qualche rustico, sentieri di montagna. La modesta ricchezza floristica della torbiera (seppure con presenza sporadica di specie rare) può essere ricondotta a fattori diversi.

La storia

Negli anni '50, quando si costruì l'acquedotto per Verdasio, si intervenne drasticamente nell'area della torbiera al fine di captare acqua per i serbatoi di Verdasio. Anche il cunicolo Cavergno-Palagnedra fu costruito all'inizio degli anni '50 e provocò, a detta degli abitanti, un disseccamento generale delle sorgenti in zona, influendo con grande probabilità anche sul regime idrico della torbiera.Infine nel 1985 furono posate delle condotte che attraversano trasversalmente la torbiera che dovevano portare acqua (proveniente dal Pizzo Ruscada) ai rustici localizzati sul versante opposto alla torbiera: tali condotte non furono tuttavia utilizzate poiché le captazioni d'acqua si rilevarono insufficienti. Quest'ultimo intervento ha provocato danni notevoli alla torbiera poiché il suo manto vegetale fu danneggiato nei punti più sensibili (vegetazione di sfagni) e il terreno venne poi ricoperto con considerevoli quantità di materiale minerale: solo a tratti la torba messa a nudo si sta ora lentamente ricolonizzando soprattutto con Drosera rotundifolia. La modifica del regime idrico della torbiera, oltre che portare ad un degrado della vegetazione igrofila, ha creato le condizioni favorevoli all'avanzata del bosco: soprattutto marginalmente la vegetazione arbustiva e arborea tende ad invadere la zona umida. Sui Monti di Comino le attività agricole furono mantenute a lungo e la zona della torbiera (presenza di acqua) subì per anni una gestione a pascolo piuttosto intensiva: sono dunque diversi i fattori che hanno contribuito in modo più o meno intensivo al degrado della torbiera.

Apporti idrici, acque superficiali

La sezione principale della torbiera non gode di afflussi superficiali (solo acque di ruscellamento); il suo livello idrico può essere localmente elevato tuttavia non è costante; la sezione più a monte viene alimentata (periodicamente) da un piccolo ruscello: anche in quest'area il livello idrico può essere elevato ma non è costante. Nella sezione principale sono localizzate piccole pozze temporanee dal substrato di torba; nella sezione più in alto vi sono due pozze di modeste dimensioni (pochi mq, profondità 10-30 cm) presumibilmente con acqua in permanenza: il fondo è in parte ricoperto di materiali minerali. Lo scolo della torbiera, essendo questa localizzata su due piani, avviene sia verso sudest che verso nordovest.

Note sulla flora e la fauna

Rispetto ai rilievi floristici del 1977 ed a quelli del 1980 non vi sono stati importanti mutamenti: il confronto non è stato fatto per gli sfagni. Rispetto al 1977 non è stata verificata la presenza di Tofieldia calyculata. Alla lista delle specie si aggiungono Empetrum nigrum/hermaphroditum, Juncus effusus, Carex fusca, Carex panicea, Carex flava, Lycopodium inundatum (la presenza di quest'ultima specie era stata segnalata da Bär nel 1915) tutte presenti in modo sporadico. Per curiosità si segnala che Bär all'inizio del secolo a proposito di Rynchospora alba scriveva:“sehr häufig und ausgedehnte Flächen bildend auf dem Sumpt von Segna, namentlich am Nordende desselben in Reinbestand, aber auch auf der ganzen Flächen nicht selten"; egli segnala pure la presenza in zona di Eleocharis palustris. Nell'area della torbiera si riproduce una popolazione di Rana rossa di medie dimensioni; nelle pozze è stata osservata una Natrice dal collare; per quanto riguarda gli invertebrati delle zone umide si segnala la presenza di 3 specie di libellule (di cui almeno 2 si riproducono nell'area umida) tra cui la rara Somatochiora arctica.

Documentazione gentilmente messa a disposizione dall'Ufficio Protezione della Natura di Bellinzona.